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lunedì 2 giugno 2008

San Francisco Magazine racconta i ricchissimi della citta'



Nella Bay Area, la zona che comprende San Francisco e Silicon Valley, oltre 265.000 famiglie (oltre 1%) superano il milione di dollari di reddito, l1% i 5 milioni. E 50.000 famiglie nella regione hanno piu' di due miloni in beni liquidi (risparmi, azioni e titoli vari, esclusi beni immobiliari. Sulle cifre impressionanti sulla ricchezza nella zona (fonti rispettivamente TNS Financial Services e Claritas) il San Francisco Magazine ha realizzato il servizio di copertina, firmato da un giornalista gia' reporter di Wall Street Journal e Los Angeles Times.

Sono le percentuali sulla popolazione il fenomeno piu' ecltante, dice il settimanale, sottolineando come un 2% di famiglie con oltre due milioni di dollari di reddito sia una cifra che fa impallidire al confronto are con piu' ricchi ma molto piu' popolate, come New York, Los Angeles, Chicago o Boston e che solo Washington Dc ha una percentuale piu' alta rispetto a San Francisco e dintorni.
E nela fascia piu' alta il fenomeno e' ancora piu' rilevante, visto che tra i 1.125 miliardari della classifica Firbes sui piu' ricchi dle mondo, 47 abitano nella Bay Area, come Sergei Brin e Larry Page di Google o Larry Ellison di Oracle. E che nella classifica delle citta' dei supermiliardari, San Francisco si piazza all'ottavo posto, con 19 sui abittanti con piu' di 3,1 miliardi di dollari ciascuno. Ma preceduta da citta' (Mosca, New York, Londra, Hong Kong Mumbay, Dallas, Tokyo) molto piu' popolate. Come Los Angeles, che conta 24 miliardari ma con cinque volte gli abitanti di San Francisco.
Una ricchezza piu' consolidata e al riparo da rovesci del passato, come la bolla di Internet del 2001, dice la rivista, perche' i ricchisimi hanno investito in immobili (facendo salire i prezzi per la disperazione della middle class) e perche' l'area e' al centro di tre importanti trend: il flusso di imprenditori cinesi che tornano in patria, fondano un'azienda e fanno la spola tra Cina e Bay Area, creando prosperita' sulle due sponde del Pacifico; la straordinaria proliferazione di strumenti finanziari (75 societa' di private equity, circa 400 hedge founds); terzo fattore, la tecnologia, che nel 2006 ha attirato venture capital per 9,5 miliardi di dollari, distribuendo solo a mille dipendenti Google oltre cinque milioni di dollari ciascuno in stock grants ed options.
Come spendono i loro soldi questi ricchissimi? Qui un'interessante tabella che immagina una famiglia tipo. 
Tra mutui, tasse, attivita' sportive, scuola, bellezza e tempo libero, circa 30mila dollari l'anno in arredamento e casalinghi, 67mila dollari in abbigliamento per tutta la famiglia.

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venerdì 2 maggio 2008

Borse di marca contraffatte... all'uncinetto. Il caso Counterfeitcrochet



Una bizzarra campagna lanciata online, facendo appello alle patite di uncinetto: proviamo a copiare le borsette di grandi marchi, con pezzi che abbinino parodia e creativita'. 
Ora il progetto Counterfeitcrochet grazie al passaparola sul web e' approdato al Yerba Buena Center for Arts di San Francisco con tre seminari (i prossimi 10 maggio e 14 giugno) tenuti dall'ideatrice, Stephanie Syjuco. Che sul proprio sito ha raccolto una ricca galleria di pezzi copiati e ricreati all'uncinetto da appassionate in diverse parti del mondo, dalla Svezia alla Turchia al Giappone.
L'iniziativa va oltre la semplice idea eccentrica di successo, ma intercetta tendenze diverse, tra web, cultura, commercio e consumo responsabile.

Sul proprio sito infatti l'ideatrice propone un riflessione sul mondo dei prodotti di grandi case che sono realizzati in Paesi in via di sviluppo, dover anche si producono la maggior parte dei pezzi contraffatti. 
Copiarli al'uncinetto, oltre a rendere omaggio all'originale in una versione parodistica, e' un'occasione per realizzare un articolo creativo al di fuori dei circuiti paralleli originale-contraffatto. Consapevoli di come molti di questi siano realizzati in condizioni spesso non eque per i lavoratori. 
Creativita', consumo consapevole, la rete come momento di condivisione. Ma ce' di piu'. L'iniziativa delle borsette all'uncinetto propone anche uno spunto all'insegna del fai-da-te, proposto da alcuni negozi, che invitano ad assemblare in modo personalizzato un articolo da acquistare. Una tendenza cui dedicheremo un prossimo post.
I seminari a San Francisco vengono proposti nell'ambito di una mostra dedicata ai recenti sviluppi delle tematiche femministe nell'arte e nella politica.

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mercoledì 30 aprile 2008

Consumatori Usa in crisi costretti a modi creativi per risparmiare, dice il New York Times



Messi a dura prova dall'impennata dei prezzi della benzina e degli alimentari, i consumatori americani stanno ricorrendo a modi fantasosi per risparmiare.
Lo ha scritto nei giorni scorsi il New York Times , in un articolo rilanciato da siti specializzati, come Speciality Retail. 

Secondo il quotidiano, che cita anche ad esempio alcuni casi particolari, classe media e lavoratori stanno riducendo le spese per il ristorante mangiando piu' spesso a casa, passano da marchi piu' costosi ad altri piu' a buon mercato. 
Voli piu' economici alle ore piu' impensate, a tavola un po' piu' pasta e un po' meno carne, piu' film a noleggio che al cinema completano il quadro di un cambiamento significativo ed eloquente, dice il giornale. Che indica spostamenti verso merci a prezzi piu' bassi sia negli alimentari che nella scelta di motel.
Con un gallone (3,78 litri) di latte a quattro dollari e 3,60 nella media nazionale della benzina (che almeno  in California ha toccato a sua volta i 4 dollari), le spese si sono contratte. 
In marzo, dice ancora il New York Times citando dati MasterCard SpendingPulse,  gli americani rispetto allo stesso mese 2007 hanno speso meno per l'abbigliamento femminile (4,9%), articoli di lusso (1,3%), biglietti aerei (1,1%). Nelle tabelle del quotidiano, anche un calo del 3,1% nell'arredamento e del 5,4% nell'abbigliamento maschile.
La crisi non colpisce indistintamente tutti i settori, dice il quotidiano, rilevando che nell'home entertainment ad esempio, risultano in crescita sia le vendite di grandi tv a schermo piatto che di videogiochi. 
Ma diverse catene commerciali stanno facendo i conti con vendite in calo, come nei reparti abbigliamento di grandi magazzini quali Macy's, Kohl's e J.C.Penney. Cosi' come nell'arredamento per aziende come Bombay e Domain, che come ricorda il quotidiano hanno entrambi presentato richiesta per la tutela della procedura fallimentare.  

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sabato 22 marzo 2008

Il business del futuro? L'economia del prezzo zero, dice Chris Anderson, direttore di Wired


L'anno prossimo Chris Anderson, direttore di Wired, pubblicherà un libro intitolato "Free!"su quella che ha definito la "Gift Economy" (economia a prezzo zero), propiziata dalla rivoluzione digitale. Nelle settimane scorse ne ha diffuso online un'estesa anticipazione corredata da un video.
Anderson, considerato uno dei massimi esperti di previsioni negli scenario sociologici, economici e informatici, aveva scritto qualche anno fa un altro saggio di successo, "The Long Tail", termine da lui ideato per descrivere modelli commerciali di retailer online come Amazon e Netfix.
Negli anni Cinquanta, dice Anderson nel video, un esperto della commissione atomica aveva previsto che con il boom del nucleare, l'energia elettrica sarebbe diventata cosi' a buon mercato che sarebbe costata troppo poco per misurarla e l'avremo sprecata....
Sbagliava, ma provate per gioco a pensare se avesse avuto ragione, se l'elettricità fosse diventata tanto a buon mercato da poterla sprecare, non poterne misurare il valore... un aspetto che tocca tutti i risvolti dell'economia. Tutto andrebbe a elettricità: le auto, il riscaldamento, avremmo impianti per la desalinazione del mare...irrigheremmo vaste zone del deserto perché costerebbe poco.
Quel che sta accadendo oggi e' che tre altre tecnologie che toccano tutti gli aspetti della nostro mondo, come l'energia, stanno diventando cosi' a buon mercato da non poter essere misurati.
Banda larga, archiviazione ed elaborazione dati, tutte le tecnologie della rivoluzione informatica stano provocando esattamente quello che era stato previsto che sarebbe successo con l'elettricità gratis.
Quel che sta accadendo ora e' che tre altre tecnologie stanno trasformando il mondo in molti aspetti, come l'avrebbe fatto l'avere elettricità gratuita.
E sempre più' business stanno diventando business aggiuntivi e sempre più servizi stanno diventando software. E sempre più' prodotti diventano dowloads. E si stanno anche spostando da un mondo in cui non sono così poco costosi da non poter essere misurati a a uno in cui lo sono.
E da uno in cui sono ogni anno più costosi ad uno in cui sono ogni anno meno cari. E questo significa che la destinazione finale complessiva è: gratis.
Il fatto che le societa' tecnologica oggi di maggior successo, Google, offra tutto gratis è la dimostrazione... offrono servizi software informazioni e contatti tutto gratis come fa Yahoo e sono societa che fanno enormi profitti che fanno miliardi di dollari, e sono legate ad un modello che offre i prodotti gratis.
Tutti gli elementi dell'economia digitale diventano meno cari. E tutta la linea continua a scendere, sempre più' vicina al fondo... non ha ancora toccato lo zero ma e' molto vicina. E la domanda è dove sta la differenza tra prezzo bassissimo e zero. E la differenza tra un centesimo e gratis e' la differenza tra dover decidere in modo consapevole come realizzare il prodotto e semplicemente farlo.
Che dire dell'economia in Wikipedia, in Craiglist... non c'è danaro che passa di mano in mano in queste economie, o non sono.
Queste sono quelle che chiamiamo economia del regalo ed era considerata un prodotto in fantasia, immaginazione, un cosa che esisteva solo nella testa di un uomo strampalato a Berkeley... e non c'e' pubblicità coinvolta, non ci sono scambi incrociati nascosti, con ricarichi su altri prodotti, e' tutta attività e prodotti gratuiti senza aspettative di un ricavo o uno scambio di danaro.
Cosi' penso che attraverso open source, blogosfera, social networking, contenuti generati dagli utenti stiamo vedendo la creazione e di un'economia del regalo su larga scala che davvero non esiste nell'economia tradizionale.
Ogni settore che diventa digitale e' destinato a diventare gratuito.

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mercoledì 20 febbraio 2008

Concorso tra i dipendenti, McDonalds punta sul modello tv di American Idol


I concorsi tra i dipendenti sono in genere associati ad eventi aziendali o conventions. McDonalds sta tentando invece di innovare questo tipo di iniziativa seguendo il modello dei reality tv che selezionano giovani talenti, come American Idol.
Come riferisce CScout, l'iniziativa per motivare i dipendenti con la formula di un concorso canoro ha contato 200.000 contatti sul sito Voice of McDonalds, con 46.000 consumatori che hanno dato il proprio voto per indicare il loro dipendente preferito, fra i 3.600 in gara da 53 Paesi, selezione del milione e 600.000 dipendenti del colosso dell'hamburger.
Dirigenti aziendali hanno riferito che prima di adottare il modello American Idol si era pensato anche di coinvolgere i dipendenti in un altro tipo di concorso, con una gara di ballo.
L'iniziativa, dice ancora CScout,  oltre che aver raggiunto gli obbietivi sul piano motivazional die dipendenti, si e' rivelata anche un efficace strumento di marketing online.    

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martedì 19 febbraio 2008

Consumatori, brandchannel.com esamina la rivoluzione della nuova "Generazione Globale Why"


Il sito brandchannel.com  propone un'interessante riflessione sulla cultura dei giovani consumatori chiamati Generazione Globale "Why". Alcune cose sono risapute ma l'analisi nel suo complesso merita attenzione.
Questa nuova generazione sta cambiando i luoghi del mercato e del lavoro, e' meno presente in Europa ed in Giappone rispetto agli Usa, mentre e' una forza trainante in altre parti dell'Asia, come il Vietnam dove la meta' dei 90 milioni di abitanti ha meno di 30 anni.
Si tratta di una generazione tecnologicamente preparata, che conosce le lingue e viaggera' verso mercati piu' favorevoli, una generazione che in Cina conta 200 milioni di persone, e che precede una generazione oggi diciottenne che ne conta circa 387 milioni, piu' dell'intera popolazione degli Usa.
Una generazione che in Paesi come quelli dell'Europa del'Est e' la prima del postcomunismo ed in altri come Sudcorea e Grecia la prima a crescere in un ambiente di prosperita'.
Nessun altro gruppo prima di loro, dice brandchanel.com, si e' affacciato sul mercato e sul mondo del lavoro con un tale livello di coinvolgimento: questa generazione e' abituata a comunicare in tempo reale a livello globale, a disporre di una connessione praticamente a tempo pieno e considera il mondo come uno spazio senza confini. 
Questa generazione e' convinta di poter creare una propria vita commisurata ai propri bisogni ed esigenze. Cosi', le aziende devono trovare un modo per connettersi e comunicare con questo gruppo ottimista per aiutarlo a sviluppare le proprie linee. Ma come? 
Bene: per i principianti, dice brandchanel.com, dovra' essere una conversazione costante bidirezionale. Perche' questa generazione vuole un vero rapporti con i propri marchi, cosi' come vuole decidere per chi lavorare. 
Da un recente sondaggio tra i marchi ritenuti piu' appetibili e contattabili risultavano Apple, Adidas, Target, Levi's, Volkswagen e Converse.
Alcuni di questi comunicano un senso di forte consapevolezza come consumatori sul mercato e la trasferiscono nel rapporto intenso con i propri dipendenti, comunicando con i propri clienti in modo esclusivo un senso di forte coinvolgimento e consapevolezza sociale.
E cosa cerca questa generazione? 
Come ha detto  di recente uno di questi giovani, "un obiettivo primario della gente della mia eta' non e' necessariamente essere famoso ma diventare esclusivo". Mettere la propria personale impronta su qualcosa. Pensiamo ad un gruppo che mette video su YouTube o posta proprie foto su MySpace con la facilita' con cui si lava i denti.
Condividere chi si e' attraverso gli strumenti del social network e' per loro parte della propria esperienza collettiva. E le aziende trarranno beneficio dall'avvicinare questo gruppo come una comunita' con un proprio marchio sociale che costantemente condividera' e scambiera' attravero le nuove tecnologie con nuovi interfaccia di schermi  a tocco.
Le aziende ed  marchi devono costantemente interrogarsi su come essere a contatto con questa generazione fluida, come adeguare anche i propri posti di lavoro  a questa filosofia, che non considera il lavoro come qualcosa che detta legge su tutto, come in passato. 
Il quartier generale di BestBuy a Minneapolis ha di recente rivoluzionato la propria rigida strutura a favore di un sistema piu' elastico, in cui non conta quante ore al giorno sei in ufficio o quante ore lavori ma il risultato complessivo della tua prestazione e del tuo contributo.
Quali tipi di servizi e prodotti evolveranno nella diezione di soddisfare questo bisogno di caratterizzare la vita, il lavoro, l tempo libero e gli interessi?
Quali nuovi modelli di organizzazione del lavoro produrra' questo bisogno di una vita lavorativa decentralizzata? 
I marchi dovranno imparare come caratterizzare posti di vendita e di lavoro, e posti in cui si vive, per tenersi in contatto con qusta generazione "Why" che non ha confini, ha gia' rivoluzionato la cultura del mondo con abbastanza forza da vedere che la generazione che la segue ha avviato i motori in anticipo per spingere questa rivoluzione ancora piu' a fondo.     

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